Intervista all’autore: Mala Spina

Cercando per caso un buon fantasy da leggere mi sono imbattuta in questa autrice.

Tramite i social ho avuto modo di mettermi in contatto con lei e sapendo che era al Lucca Comics 2017 ho mandato mio marito in “missione” per farmi prendere la quadrilogia “Victorian horror story” ovviamente autografata.

Qui sotto troverete una mini intervista che mi ha gentilmente concesso quando ho aperto il blog.

Buona lettura…

 

-Curiosando in internet, per cercare informazioni da aggiungere alla recensione del libro, su di te non ho trovato molto a livello biografico. Mi puoi dire qualcosa per conoscerti meglio?

 

-Forse non hai trovato niente su di me perché a livello biografico non c’è molto di interessante da dire!

In realtà mi chiamo Elisa e vivo vicino a Firenze con un compagno, due figli e una gatta. I miei studi non hanno niente a che vedere con la scrittura e la letteratura, anzi, sono sempre stati orientati verso ambiti matematici e informatici. Anche nel lavoro mi sono sempre occupata di informatica e qualche volta insegnamento. Negli ultimi anni ho scoperto il mondo della grafica editoriale.

Sono praticamente da sempre una lettrice appassionata del genere fantastico e avventura che si è interessata di scrittura a periodi alterni.

 

-Sempre cercando informazioni mi sono saltati fuori due nomi: Altro Evo e Steampunk? Ci puoi spiegare meglio di cosa stiamo parlando?

 

– Quando nel 2014 cercavo un “marchio” che potesse individuare in maniera generica tutte le mie future produzioni mi sono scervellata alla ricerca di un nome adatto. Altro Evo mi sembrò quello giusto, perché andava bene per qualsiasi storia di genere fantastico.

Ho iniziato scrivendo Fantasy per poi passare all’Urban fantasy di Victorian Horror Story e mentre la storia si stava sviluppando ha preso una una piega Steampunk.

Lo Steampunk è un genere di fantascienza retrò con tecnologia anacronistica ambientata nel passato, generalmente in epoca vittoriana, ma non è detto. Per cui mi sembrava azzeccato mettere degli elementi anche dentro La serie Victorian Horror Story.

L’anno scorso infatti è stata la mia mania e  ho scritto qualche articolo in merito, fatto qualche illustrazione a tema e una breve storia che ancora non ho pubblicato. Forse è per questo che i motori di ricerca hanno associato le due cose.

 

-Quando nasce la passione per il genere horror-gothic di cui fa parte la quadrilogia Victorian Horror Story?

 

– Un po’ ce l’ho sempre avuta, mi sono sempre piaciute  le storie di Arthur Conan Doyle, H. G. Wells e Stevenson e ho messo anche loro sparsi nella trama dei quattro volumi. In più l’Horror è sempre stata una delle mie passioni da sempre e mi è capitato più volte di imbattermi in romanzi che mischiassero orrore e gotico.

Forse è una specie di evoluzione la mia… da Fantasy a Urban Fantasy a Horror, poi una virata sullo Steampunk e adesso è il turno della Fantascienza.

 

-Parlando della storia, le ambientazioni sono molto precise sembra che nei luoghi della storia tu ci sia stata davvero. Quanto credi sia importante contestualizzare in un mondo reale una storia che di reale ha ben poco?

 

– In effetti, a Londra ci sono stata alcune volte e in un paio di occasioni ho partecipato ad alcune camminate a tema in specie nel quartiere di Whitechapel. Purtroppo invece non sono mai stata ad Highgate, per cui mi sono accontentata di mappe, foto e un video footage di un’ora e mezza di camminata per i sentieri del cimitero. Per tutto il resto che non sono riuscita a provare in prima persona, mi sono rifatta a letture sul tema e film.

Nel caso di Victorian Horror Story era essenziale riuscire a (perlomeno tentare…) far vedere la Londra ottocentesca perché doveva essere una sorta di co-protagonista. Non a caso ogni titolo della serie comprende un luogo (Londra, Whitechapel, Tamigi, Highgate). Il senso dell’ambientazione doveva essere presentare una Londra realistica e “normale” sotto cui emergeva il mondo nascosto dei mostri.

 

-Poco prima di leggere i tuoi libri ho cominciato a vedere la serie tv Penny Dreadful del 2014. Il tuo libro è successivo (almeno come pubblicazione), l’hai vista? Se si ti ha influenzato nella scrittura? Altrimenti da dove hai preso l’ispirazione per creare questo mondo fantastico, ma allo stesso tempo terrificante?

 

– Certo che l’ho vista e mi è piaciuta anche molto! Penny Dreadful fa parte del “pacchetto”di fonti d’ispirazione che mi ha dato la spinta a scrivere Victorian Horror Story, assieme al fumetto “La lega degli straordinari gentleman” di Alan Moore, i vecchi e veri Penny Dreadful dell’epoca vittoriana (racconti sanguinosi a tinte forti che venivano venduti sulle bancarelle), la serie Victorian Vigilante di Soprani e Corella e probabilmente anche altri che sul momento non mi vengono in mente.

In ogni caso, se la prima e la seconda stagione di Penny Dreadful sono molto belle… la terza perde molto mordente e si affloscia un po’.

 

-So che sei appassionata di grafica digitale. Curi personalmente la grafica delle tue pubblicazioni?

 

– Certo, ed è la parte più divertente! A volte è molto semplice e la copertina viene subito, altre volte invece mi blocco e non riesco a trovare l’idea giusta. Per esempio sono ferma da un mese sulla copertina della raccolta dei primi tre volumi delle storie fantasy di Altro Evo e non riesco a venirne fuori… Al contrario, per la storia di fantascienza che sto scrivendo ho fin troppe idee e disegni da fare.

In genere uso sempre un mix tra pittura digitale e fotomanipolazione. Ho un portfolio abbastanza aggiornato qui: http://altroevo.deviantart.com

 

-Progetti futuri?

 

– Come ho accennato prima, ho una breve storia interamente Steampunk che aspetta ancora di capire se essere proposta a qualcuno o essere pubblicata autonomamente. Suppongo che deciderò a Settembre a mente fresca!

In via di conclusione ho anche un lungo progetto di fantascienza autoconclusivo a base di cyborg e dinosauri mutanti che spero di terminare in autunno. In particolare questa è una sfida per me che sono nata con i racconti ,perché è la prima volta che scrivo una storia unica così lunga.

 

-Eventi o incontri dove i tuoi lettori possano incontrarti?

 

– È ancora da confermare ma credo di essere dal 28 al 30 Settembre a Firenze Libro Aperto, il 6-7 Ottobre al Mugello Comics e dal 31 Ottobre al Lucca Comics. Poi suppongo di andare anche al Pisa Book Festival presso lo stand SEU.

Ho scoperto che mi piace molto partecipare di persona alle fiere e parlare con la gente. Ritengo che l’autore sia la persona più idonea a parlare con passione del proprio libro ma, mentre le presentazioni vere e proprie non fanno decisamente per me, scambiare qualche chiacchiera a quattr’occhi mi entusiasma.

 

 

Rimanete sempre aggiornati sulla sua attività e sui progetti di Mala Spina, date un’occhiata al sito ALTROEVO!

Precedente "Victorian Horror Story" di Mala Spina Successivo "Tutta colpa dello zodiaco" - AA. VV.