“Il giorno dei morti. L’autunno del Commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni”

Piove.

Piove e si muore di fame e forse di troppo amore.

Un non caso.

Il cadavere c’è, quello di un bambino morto a causa di un boccone avvelenato.

Ma manca qualcosa.

Manca la sua ombra, mancano le sue ultime parole.

E Ricciardi vuole trovarla e vuole sentire quelle parole.

In una Napoli che si prepara all’arrivo del Duce tante ombre entrano in gioco.

C’è Livia che non si vuole arrendere.

C’è Enrica che trova il coraggio.

C’è Luigi Alfredo che ama sempre di più e sempre di più vuole stare solo.

E con loro Napoli si prepara a vivere il suo giorno dei morti.

 

“RICCIARDI STRINSE GLI OCCHI E PENSO’ A ENRICA, CON TUTTA LA FORZA CHE AVEVA, PERCHE’ QUALCUNO ASCOLTASSE. PERCHE’ QUALCUNO GLIELO DICESSE: AMORE, AMORE MIO, CHE PECCATO”

 

Il romanzo dell’autunno, il romanzo delle lacrime.

Una storia forte, triste e forse ancora troppo attuale.

Un bambino povero morto per la fame, morto inseguendo un sogno di felicità.

Ci sono i personaggi che in questo triste e piovoso autunno si muovono come delle ombre.

Su tutti loro l’amore.

Quello paterno di Maione nei confronti di Ricciardi.

Quello carnale della sempre più odiosa Livia.

Quello vero e reale della dolce Enrica.

E poi c’è il suo. Quello desiderato, bramato, proibito di Luigi Alfredo.

A far da contorno una Napoli cupa, triste, piovosa che sembra piangere con i protagonisti.

 

L’autunno sta però passando in attesa di una nuova ombra…

 

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